
Si rompe la pelle del cuore
ogni giorno
un morso
sfumando
mi volto le spalle
sono il petto vero
su cui nascono i fiori
monologo
dolori sbriciolati in un nulla
di bocca di mani
soffocate dall'edera quotidiana
dacci il nostro pane
amen
il dolore ha sempre suoni diversi
sbalzati di grigio
è la mia povertà a comprendere
tutto rimane intatto
incapace di soccorrere
e le reliquie
stanno sotto la sabbia
son quasi di polvere
il dono
è il dettaglio dei fiori.
ogni giorno
un morso
sfumando
mi volto le spalle
sono il petto vero
su cui nascono i fiori
monologo
dolori sbriciolati in un nulla
di bocca di mani
soffocate dall'edera quotidiana
dacci il nostro pane
amen
il dolore ha sempre suoni diversi
sbalzati di grigio
è la mia povertà a comprendere
tutto rimane intatto
incapace di soccorrere
e le reliquie
stanno sotto la sabbia
son quasi di polvere
il dono
è il dettaglio dei fiori.
2 commenti:
Bellissima!
Per quel poco che valgono ti scrivo le mie impressioni; leggendola.
Questa tua poesia mi ha evocato i gigli selvatici che crescono sulla sabbia di certe spiagge sarde.
Mi riferisco ad un paesaggio duro, pietroso, dove i colori e le linee sono fortemente contrastate, dolorose e nette. E i colori fanno male. Il sole acceca e polverizza ciò che non riesce a sopravvivere alla durezza dell'esistenza in quel luogo.
I gigli, quasi a placare tutto questo, sono bianchi e delicati.
Ciao, un abbraccio.
,,Milo mi era sfuggito questo bellissimo commento,,,,l'evocazione è bellissima, purtroppo non ho mai visto i gigli selvatici ,,,hgrazie per l'attenzione che mi dedichi\,,,
P.S. ho sempre i minuti contati, per il momento devo sempre passare di corsa,,,ma vi leggo tutti,,,ho difficoltà a aeguire per il poco tempo che posso dedicare al blog
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